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Aprile 2017 - © L'Imprenditore

Portiamo i ricercatori nelle industrie

di Giovanni Brugnoli, Vice Presidente per il Capitale Umano Confindustria

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Promosso da Confindustria in collaborazione con la Crui e il Miur, il progetto PhD ITalents ha consentito di assumere i migliori dottori di ricerca specializzati in settori strategici per le nostre imprese.

 

Ogni anno sono circa 3mila i ricercatori italiani che lasciano il nostro Paese per tentare fortuna all’estero.

La chiamano “fuga dei cervelli” ma è molto di più: è un atto di resa dell’Italia, uno degli spazi di conoscenza e produzione più importanti al mondo, che non crea opportunità per trattenere un capitale umano ad alto tasso di professionalità. Dobbiamo comprendere che stiamo facendo un regalo ai nostri competitor internazionali: basti pensare che un solo PhD formato, in tutto il suo percorso, costa al nostro Paese quasi 800mila euro.

I ricercatori sono una risorsa preziosa: sono persone arrivate, dopo anni di studio, all’ultimo grado di istruzione (livello 8 dell’European Qualifications Framework, ndr): il dottorato di ricerca.
Sono coloro che ogni giorno contribuiscono ad allargare i confini della conoscenza, ma sono anche un investimento che facciamo come paese e che spesso non mettiamo a valore. In Italia, infatti, questo grande patrimonio di risorse umane non sempre trova spazio, soprattutto nelle università: a oggi soltanto un dottore di ricerca su sei, e arrivano al titolo circa in 12mila ogni anno, riesce a continuare la carriera accademica.

Cosa ne è degli altri cinque dottori di ricerca? La maggior parte di loro segue la strada del

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