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Dicembre 2017 - © L'Imprenditore

Le priorità per lo sviluppo

di Emma Marcegaglia, Presidente BUSINESSEUROPE

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Occorre scoraggiare le tendenze protezionistiche e l’introduzione di misure nazionali che ostacolano la libertà di movimento

 

Il mondo è cambiato in modo significativo negli ultimi decenni, con il fenomeno della globalizzazione quale motore principale di tale mutamento.

Questi cambiamenti si sono intensificati in modo significativo negli ultimi anni data l’inarrestabile velocità del progresso tecnologico e del mondo digitale. L’Europa resta uno dei luoghi migliori nel mondo dove vivere, lavorare e fare affari. Ciò nonostante, l’Unione europea sta fronteggiando sfide cruciali dovute ad un mondo in rapida evoluzione ed incerto. Per tale motivo, l’Ue deve trovare nuove soluzioni in ambiti in cui può apportare vantaggi concreti ed evidente valore aggiunto. 

Un’economia resiliente è fondamentale per assicurare in futuro il benessere delle imprese e dei cittadini. Oggi sia gli indicatori di fiducia delle imprese che gli indicatori economici vanno in direzione di un miglioramento. 

Il nostro ultimo Economic Outlook, pubblicato agli inizi di novembre, mostra una chiara ripresa economica dell’Ue, che sta entrando nel suo quinto anno consecutivo di ripresa, con aspettative di crescita per l’anno nel suo insieme leggermente al di sopra del 2%. 

 

Ci sono chiari segni che la ripresa stia diventando sempre più diffusa, con la crescita maggiormente distribuita tra i paesi e con meno differenze tra i tassi di crescita di questi ultimi. Una crescita economica maggiore va di pari passo con una più sostenuta creazione di posti di lavoro, con oltre 9 milioni di posti creati dall’inizio del 2013 nell’Ue e una riduzione della disoccupazione pari al 7,4% secondo gli ultimi dati della Commissione europea. 

Oggi le imprese sono in generale più fiduciose sul loro futuro. Il miglioramento della situazione economica ci offre una serie di opportunità per rimettere l’Europa su un percorso di crescita economica e di creazione di posti di lavoro.

Ora dobbiamo attuare politiche realmente efficaci per incrementare ulteriormente i tassi di crescita e l’occupazione in Europa, intervenendo in ambiti strategici quali il mercato unico, la politica industriale e la politica commerciale comune. 

Il mercato unico è al centro del successo dell’Ue, in quanto strumento più importante per offrire all’Europa benefici tangibili, prosperità e benessere ai suoi cittadini e imprese. 

Per realizzarne il pieno potenziale, la comunità imprenditoriale europea chiede un rinnovato impegno per il mercato unico e per un’agenda ambiziosa volta a rimuovere tutte le rimanenti barriere che continuano a limitare la libertà di circolazione. 

Mentre il mercato unico è la nostra risorsa più grande, siamo molto preoccupati per le tendenze protezionistiche presenti in alcune parti d’Europa e per l’introduzione di nuove misure nazionali in diversi Stati membri che frammentano il mercato unico e ostacolano considerevolmente la libertà di movimento. Inoltre, interpretazioni differenti di regole concordate rendono più complessa l’attività delle imprese, per esempio nel settore dei beni, servizi e trasporto stradale. È fondamentale per le imprese che vengano ridotti al minimo eventuali requisiti nazionali diversi o aggiuntivi, e che vengano mantenuti solo se opportunamente giustificati.

Una migliore attuazione della legislazione Ue e una più stringente applicazione delle regole esistenti sono elementi fondamentali per creare quella certezza e quella fiducia necessarie per operare oltre confine. È altrettanto importante rimuovere una volta per tutte i rimanenti ostacoli alla libertà di movimento e all’ accesso al mercato così come creare parità di condizioni per consumatori, cittadini e imprese nell’Ue. 

 

L’industria europea continua a essere leader mondiale in molti settori e con il 37% delle esportazioni mondiali di prodotti manifatturieri rappresenta la più grande quota di commercio. Tuttavia l’Europa ha vissuto negli ultimi anni un’evidente e persistente deficit di competitività. Continuare a non prendere iniziative sulla politica industriale può intaccare seriamente la futura competitività europea e i nostri standard di vita.

L’Europa deve intraprendere ulteriori azioni per sostenere la sua industria, non chiudersi in se stessa. Con metà delle imprese europee in catene globali del valore, un’Europa chiusa può solo danneggiarci. Le nostre politiche devono adattarsi alla nuova realtà in cui viviamo ed assicurare periodi di transizione in grado di gestire adeguatamente le innovazioni dirompenti. 

Siamo lieti che la Commissione europea, con una Comunicazione adottata lo scorso settembre, abbia finalmente riconosciuto l’importanza di una strategia industriale europea e che l’abbia considerata un tassello fondamentale del dibattito sul futuro dell’Europa. Ma questo è solo un primo passo. Ci serve ora una soluzione strutturata per governare il cambiamento in positivo senza intaccare la nostra industria. 

L’Ue ha un ruolo di primo piano da giocare nel processo di globalizzazione, rafforzando la capacità delle imprese di affrontare la competizione internazionale e concludendo accordi commerciali ambiziosi e capaci di puntare al meglio. 

È fondamentale che i vantaggi della globalizzazione vengano ampiamente condivisi nella società. La politica commerciale comune dell’Ue deve continuare a creare nuove opportunità commerciali e di investimento per le nostre imprese aprendo i relativi mercati. 

 

A causa della preoccupante tendenza di critica alla globalizzazione, ai vantaggi del commercio e all’incidenza sempre più diffusa di misure protezionistiche, il commercio è diventato un argomento molto politico. In un contesto sempre più protezionistico, rimanere aperti al resto del mondo è un aspetto fondamentale del progetto europeo. 

In seguito alla recente, provvisoria entrata in vigore dell’accordo commerciale tra l’Ue e il Canada (Ceta) e la conclusione dell’accordo di libero scambio tra l’Ue e il Giappone, l’Europa deve mantenere vivo lo slancio sul fronte bilaterale. In tal senso, accogliamo positivamente le recenti proposte della Commissione sui negoziati con l’Australia e la Nuova Zelanda. Speriamo inoltre di veder conclusi presto i negoziati con importanti partner commerciali quali il Mercosur e il Messico. Altrettanto importante sarà definire il quadro legale e avviare rapidamente il processo di ratifica degli accordi con il Vietnam e Singapore.

Queste sono alcune azioni chiave in un’ampia gamma di ambiti politici in cui è necessario concentrarsi per un prospero avvenire e che le imprese ritengono fondamentali per il futuro dell’Unione europea.       

 

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