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Febbraio 2018 - © L'Imprenditore

Il cantiere è in fermento

di Martina Mondelli e Silvia Tartamella

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Piccola industria è al lavoro sul programma del prossimo biennio. Tante le proposte in campo sui temi che stanno più a cuore alle piccole e medie imprese italiane 

 

Promuovere la crescita di qualità delle Pmi, stimolare processi di innovazione e di internazionalizzazione, sostenere il ricorso a strumenti di finanza strategica e una crescita culturale ad ampio raggio delle imprese. Il tutto nella consapevolezza che la solidità di un’azienda si costruisce partendo da una sana relazione con il territorio, una forte attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione del proprio capitale umano. È questa la missione di Piccola Industria guidata da Carlo Robiglio, che ha deciso di costruire un programma condiviso, frutto dell’ascolto del territorio.

Superate le Assise, partirà un tour nelle associazioni ma nel frattempo il brainstorming della squadra di presidenza è cominciato con idee e proposte da realizzare ottimizzando i punti di contatto fra le differenti deleghe. 

 

L’innovazione resta uno dei capisaldi della riflessione politica di Piccola Industria e per Gianluigi Viscardi, titolare della delega, è necessario mantenere alto l’investimento delle Pmi in innovazione di prodotto, di processo e anche gestionale. Sempre più aziende devono avere accesso all’ecosistema dell’innovazione, per questo si proseguirà diffondendo la conoscenza del 4.0, promuovendo i casi di successo dei territori e collaborando allo sviluppo dei Digital innovation hub del Sistema. Occorre poi potenziare le relazioni con i Cluster tecnologici nazionali e diffondere l’iniziativa dei Lighthouse Plant, come best practice del manifatturiero avanzato.

Ma non basta. Per contaminarsi con i nuovi trend si deve guardare all’estero, sottolinea Viscardi. Ben venga, dunque, una partecipazione di Sistema all’annuale Consumer Electronic Show di Las Vegas, proseguendo oltre e arrivando fino in Cina per assorbire i grandi cambiamenti in corso.

Alvise Biffi, delegato su Cyber Security e Startup, dal canto suo conferma l’importanza di completare il lavoro iniziato per le startup e per le Pmi innovative, dando, ad esempio, piena operatività alle agevolazioni fiscali previste. Sarebbero, infatti, 23mila le aziende con i requisiti per accedere all’apposito Registro.

Si continuerà inoltre a valorizzare AdottUp, il programma per l’adozione delle startup, oggi focalizzato sulla promozione della cultura della contaminazione e dell’Open Innovation. È importante incoraggiare gli investimenti in capitale di rischio nelle startup, tenendo presente che in Italia non serve il modello speculativo adottato negli Stati Uniti ma un modello che premi l’incremento della catena del valore.

Al riguardo, grande attenzione andrà posta al fenomeno del corporate venture capital e ai benefici che sta portando alle Pmi in termini di incremento del valore aggiunto, evidenziati, tra l’altro, dall’Osservatorio annuale di Assolombarda realizzato con Smau e Italia Startup. Le best practice raccolte, suggerisce Biffi, potrebbero quindi fare da stimolo ad altre esperienze. In tema di Cyber Security la parola d’ordine è sensibilizzare. Con roadshow, iniziative e ogni altro progetto con cui stimolare le Pmi ad approcciare correttamente la Cyber security investendo con pari intensità su infrastrutture tecnologiche e capitale umano. Perché, per esempio, non estendere agli altri territori il Cyber Security Check realizzato da Assolombarda che consente di valutare il proprio livello di sicurezza aziendale?

 

Una cosa è certa: le imprese sono sottoposte quotidianamente a centinaia di input e riuscire a migliorare ogni funzione 

aziendale non è affatto semplice. Per questo motivo Renato Abate, vice presidente con delega al lean management e all’organizzazione aziendale, propone la ricetta “lean” con l’obiettivo di trasformare quante più imprese in “aziende snelle”.

Il lean è la migliore forma di organizzazione aziendale da applicarsi non solo al processo produttivo, ma anche a tutte le altre funzioni aziendali. Forte del percorso cominciato con L’Imprenditore, Abate propone la realizzazione di diverse iniziative formative dedicate agli imprenditori, ai funzionari delle associazioni fino ad arrivare a un corso di lean education rivolto agli studenti. A condividere l’importa

nza della formazione, questa volta con lo sguardo ai più giovani, è Bruno Scuotto, delegato per l’Alternanza Scuola Lavoro. Tra gli spunti, una riedizione aggiornata della “Guida sull’Alternanza scuola lavoro” realizzata con il Gruppo Giovani e l’Area lavoro, welfare e capitale umano, che potrebbe includere una sezione dedicata alle esperienze raccolte durante il roadshow, da replicare anche’esso.

L’attenzione ai giovani, del resto, in Piccola Industria nasce da lontano. Basti pensare al Pmi Day che, dal 2010 ad oggi, ha coinvolto oltre 250mila studenti e insegnanti diventando negli anni catalizzatore di diverse iniziative e potendo quindi a buon diritto essere considerato antesignano dei progetti di alternanza scuola-lavoro. Affidato da sempre a Stefano Zapponini e recentemente sbarcato anche all’estero, il Pmi Day fa e farà sempre più conoscere le fabbriche agli studenti e alle loro famiglie.

 

Fra i temi al centro della nuova presidenza vi è anche l’internazionalizzazione. Come spiega Cinzia La Rosa, vice presidente con delega al tema, esiste un nucleo forte di 20mila imprese che, se formato e supportato, potrebbe trasformare la propria vocazione all’export da attività occasionale in stabile.

Al riguardo, un valido supporto alle strategie di comunicazione digitale per l’internazionalizzazione sarà dato dalla nuova edizione di Digital for Export, l’alta formazione realizzata con Intesa Sanpaolo e Ice con alcune associazioni del Sistema. Un tassello importante saranno le missioni con cui stringere nuove partnership cominciando, e non solo per ragioni di prossimità, da est, dov’è presente Confindustria Est Europa, che raccoglie le associazioni delle imprese italiane nell’area dei Balcani.

Spostando il focus sulle filiere agroalimentari, la vice presidente Maria Teresa Sassano, che ricopre la delega per l’internazionalizzazione di questo settore e per il turismo, punta a un’integrazione fra queste due attività. Spesso infatti il biglietto da visita di borghi e città d’arte è la cultura enogastronomica e molti distretti produttivi potrebbero trarre beneficio da una strategia turistica meglio organizzata. Sulla base del protocollo con Federturismo, Sassano invita a sviluppare prodotti turistici nuovi, anche in vista di Matera 2019, e a ideare soluzioni per stimolare le micro imprese a partecipare a fiere internazionali di settore, anche attraverso il piano Export Sud.

Un’esigenza sentita da tutta la squadra di presidenza è far emergere le best practice locali per poi replicarle su scala nazionale a beneficio di tutto il Sistema. Il Marketplace Day organizzato da Confindustria Ancona e da Piccola Industria Confindustria Marche insieme al Progetto Gestione Emergenze – su cui si lavorerà avviando anche nuove iniziative per accrescere la cultura della resilienza e della prevenzione – sono due esempi di contaminazione vincente fra i territori, come spiega Diego Mingarelli, vice presidente con delega all’Europa, Sviluppo e Coesione Territoriale, Resilienza e Pge. 

Per questo verrà potenziata la mappatura delle iniziative realizzate nei territori, identificando quelle di maggiore interesse da mettere a fattor comune.

 

 

In relazione all’Europa, gli ambiti di intervento sono diversi: rilanciare lo Small Business Act e presidiare la sua applicazione a livello nazionale, rafforzando i contatti con il Garante italiano per le Pmi, perché i dati della Commissione europea sui principi dello Sba posizionano l’Italia ben al di sotto della media Ue. Fondamentale, inoltre, potenziare l’informazione sui finanziamenti europei e proseguire le missioni presso le istituzioni di Bruxelles. Ed è proprio l’Ue con la Strategia 2020 a indicare la strada in fatto di energia e sostenibilità promuovendo il modello di economia circolare. 

Giovanni Baroni, delegato su questi temi, invita a una lettura accurata della Sen (Strategia energetica nazionale), valutando i risvolti per le imprese più piccole, così come dei “Sustainable Goal” delle Nazioni Unite, focalizzando l’attenzione di Piccola Industria su pochi e selezionati obiettivi. 

 

Welfare e relazioni industriali è la delega affidata al vice presidente Giancarlo Turati, che si impegna a sensibilizzare gli imprenditori sugli strumenti di welfare attualmente disponibili, evidenziandone soprattutto i benefici per i collaboratori e quindi per l’azienda. Precisa, inoltre, che occorre lavorare affinché la sicurezza aziendale non sia un fatto eccezionale ma una prassi consapevole, perché la  mera applicazione dei requisiti non tutela dagli incidenti sul lavoro. Si unisce alla riflessione Rosario Amarù, delegato al capitale umano e ai valori d’impresa, che sottolinea la necessità di affrontare il tema sicurezza andando oltre il training on the job.

Per Aldo Ferrara, vice presidente con delega alla finanza per la crescita, sarà necessario seguire con attenzione il processo di trasformazione che sta interessando i Confidi e che, in prospettiva, potrebbe vederli chiamati ad operare come consulenti delle Pmi per il credito. A sostegno della capacità di investimento delle aziende, oggi gli strumenti di finanza strategica sono accessibili soprattutto ad aziende performanti, strutturate, innovative e spesso internazionalizzate. È necessario ampliare la platea: per questo l’impegno è rivolto a migliorare la formazione finanziaria degli imprenditori anche grazie a eventi ad hoc sul territorio.

Sono temi, tra l’altro, sui quali sarà chiamato a lavorare il Comitato Scientifico Consultivo previsto dal Regolamento Piccola Industria e coordinato da Aldo Ferrara, che andrà costituito nei prossimi mesi e metterà a punto apposite proposte.

Dal canto suo Angelo Camilli, vice presidente con delega a Pmi e mercato appalti, pone l’accento sull’apertura del mercato della domanda pubblica quale leva strategica per le Pmi. Temi che richiedono di mantenere sempre alta l’attenzione di Confindustria, proponendo soluzioni che permettano di arrivare a lotti più piccoli, al potenziamento delle centrali di acquisto regionali e ad una regolamentazione più semplice per accedere alle gare, con tempi più brevi di pubblicazione dei bandi e di aggiudicazione.

 

Piccola Industria farà proposte anche sulla politica fiscale. Lorenzo Pagliuca, delegato alla fiscalità per la crescita, richiama gli obiettivi principali: ridurre il total tax rate che grava sulle imprese, stabilizzare gli incentivi fiscali agli investimenti e modernizzare il rapporto fisco-contribuente. Per Pagliuca, infatti, “fisco per la crescita significa meno fisco e più crescita”, ma vuol dire anche semplificazione e certezza nell’applicazione delle norme. Il fil rouge comune alle proposte che saranno messe in campo è uno solo: semplificare. Ed è talmente stringente per le Pmi che la presidenza Robiglio ha affidato una vice presidenza ad hoc a Monica Talmelli. Compito non facile, dal momento che la semplificazione, come sottolinea la stessa imprenditrice, abbraccia vari macro temi: dal fisco alla burocrazia, dalla sicurezza all’ambiente e così via. Ma Piccola industria saprà essere all’altezza della sfida.          

 

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