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Luglio 2017 - © L'Imprenditore

Aperti al mondo

di Diego Mingarelli

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Creato nel 2014, è cresciuto tanto da diventare un grande momento di aggregazione e confronto per centinaia di imprese. per questo si punta a trasformarlo in un digital innovation day

 

L’esperienza all’interno di Confindustria, prima a livello locale, poi regionale e infine nazionale è stata e continua a essere per me una palestra di vita: come imprenditore e come uomo. Appena eletto presidente di Piccola Industria di Confindustria Ancona, ho cercato di partecipare il più possibile alla vita associativa: e dopo ogni incontro, in ogni occasione, grazie al confronto continuo e costante con altri imprenditori, ho trovato nell’associazione il veicolo del mio miglioramento.

 

Ho sempre ritenuto che l’emulazione sia un grande fattore di crescita personale ed economica e in Confindustria ho trovato il mio benchmark emotivo: rapportandomi con i migliori, mi sono inserito in un contesto che, grazie alla forza di un sistema di relazioni, mi ha consentito di trovare, in ogni passaggio strategico aziendale, idee, concetti, strumenti per andare oltre. E ho toccato con mano che quando tanti imprenditori si mettono insieme nasce sempre qualcosa di positivo. Questa consapevolezza, avvalorata dalla percezione di un bisogno reale dei soci, mi ha convinto della necessità di creare un evento dove si moltiplicassero le opportunità di contatto e relazione, favorendo la contaminazione. Ma era necessario andare oltre i classici eventi di networking: era importante immaginare un luogo fisico in cui le aziende potessero conoscersi, incontrarsi, scambiarsi idee, confrontarsi per favorire lo sviluppo di sinergie, partnership e opportunità di business. E che avesse anche una finestra aperta verso l’innovazione e verso il mondo.

Ecco come nasce MarketPlace Day: nel 2014 organizzammo una giornata presso la sede di Confindustria Ancona e la risposta dei nostri soci fu talmente superiore alle attese che l’evento è cresciuto negli anni approdando dall’anno scorso al Palaindoor di Ancona, unica struttura cittadina coperta che potesse accogliere i 500 desk a cui eravamo arrivati.

Accanto alle imprese, che rimangono protagoniste indiscusse, abbiamo infatti aperto l’evento al mondo universitario, ai centri di ricerca, agli inventori, agli incubatori di impresa e alle startup, al mondo del credito, agli operatori esteri, alle istituzioni.

Un grande hub di relazioni che mette insieme tutti gli attori che partecipano all’innovazione, alla crescita e allo sviluppo del territorio, con a fianco una piattaforma web attiva tutto l’anno che consente di favorire lo scambio di relazioni tra imprese, università e startup indipendentemente dall’evento stesso.

Il presidente Vincenzo Boccia, ospite d’onore lo scorso anno dell’evento, ha espresso la volontà che “il MarketPlace Day debba diventare un appuntamento nazionale perché incarna quello che l’impresa è oggi: non solo capitale e lavoro, ma anche conoscenza e informazione”. E Alberto Baban, che è stato con noi quest’anno, ha definito l’evento come “una straordinaria contaminazione tra il sistema delle imprese e il mondo della ricerca e dell’innovazione: un vero Digital Innovation Day” e ha ribadito che il MarketPlace Day di Ancona è “un format che Piccola Industria replicherà in tutti i territori di Italia e che Confindustria vorrebbe far diventare evento nazionale”.

 

È la sfida ambiziosa che ci attende: nazionalizzare i Digital Innovation Day organizzando più eventi in giro per l’Italia. Obiettivo, moltiplicare le opportunità per le imprese, favorire il processo di digitalizzazione, soprattutto per le imprese più piccole, attraverso l’incontro tra tutti gli attori dell’open innovation, aprendo importanti finestre di collaborazione sul piano nazionale e oltre.

limprenditore

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